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RICORSI CONCORSO STRAORDINARIO E PROCEDURA STRAORDINARIA DI ABILITAZIONE SCUOLA SECONDARIA: RICORRONO LE CATEGORIE ESCLUSE, ANCHE I DOCENTI CON 2 ANNI DI SERVIZIO

RICORSI CONCORSO STRAORDINARIO E PROCEDURA STRAORDINARIA DI ABILITAZIONE SCUOLA SECONDARIA: RICORRONO LE CATEGORIE ESCLUSE, ANCHE I DOCENTI CON 2 ANNI DI SERVIZIO – ADESIONE: 21 LUGLIO 2020.

CONCORSO STRAORDINARIO

A seguito del D.L. n. 126/2019 (conv. con Legge n. 159/2019) e del successivo BANDO approvato con Decreto Dipartimentale n. 510 del 23.4.2020(pubblicato in G.U. il 28.4.2020), il Ministero dell’Istruzione ha indetto il Concorso Straordinario per la scuola secondaria per l’immissione in ruolo su posti comuni e di sostegno.

Successivamente sono state apportate alcune modifiche tramite il c.d. “Decreto Scuola”, la cui definitiva approvazione è avvenuta il 6 Giugno 2020.

Il Decreto Scuola ha confermato sia il concorso straordinario, sia il relativo Bando, apportando solo alcune modifiche.

In sintesi, la prova scritta si svolgerà con quesiti a risposta aperta computer based, le prove si terranno dopo l’estate, i vincitori di concorso saranno immessi in ruolo nel 2021/2022 ma con decorrenza giuridica dall’1.9.2020.

Inoltre, i posti utili per l’immissione in ruolo sono aumentati da 24.000 a 32.000.

Per il resto, anche relativamente ai requisiti di partecipazione, il concorso ed il Bando restano invariati.

E’ fondamentale, quindi, riuscire a partecipare a tale concorso per conseguire l’immissione in ruolo, visto anche l’ampio aumento di posti disponibili.

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PROCEDURA STRAORDINARIA DI ABILITAZIONE

A seguito del predetto D.L. n. 126/2019 (conv. con Legge n. 159/2019), e del successivo BANDO approvato con Decreto Dipartimentale n. 497 del 21.4.2020 (pubblicato in G.U. il 28.4.2020), il Ministero dell’Istruzione ha indetto anche la Procedura Straordinaria per l’accesso ai percorsi di abilitazione nella scuola secondaria su posto comune.

La procedura in questione è autonoma rispetto al suddetto concorso straordinario per immissione in ruolo, ed ha la finalità esclusiva di consentire ai partecipanti di conseguire l’abilitazione sulla materia comune d’interesse.

In particolare, i partecipanti che conseguono almeno il punteggio minimo  (di 42/60) nell’unica prova (scritta), sono qualificati di diritto come “aspiranti all’abilitazione”, venendo inseriti in un “elenco non graduato” a cui è riservato l’accesso diretto alla procedura semplificata per l’acquisizione del titolo di abilitazione, da disciplinarsi con successivo decreto.

E’ fondamentale, quindi, riuscire a partecipare a tale procedura per la possibile utilità del conseguimento dell’abilitazione.

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REQUISITI ESCLUDENTI

Tuttavia, per entrambe le suddette procedure i requisiti di ammissione sono molto restrittivi, in quanto vi possono partecipare i soli docenti che abbiano maturato, negli anni scolastici dal 2008/2009 al 2019/2020, 3 anni di servizio(almeno 180 gg. o prestato ininterrottamente dal 1o febbraio al termine delle operazioni di scrutinio) presso istituti scolastici di scuola secondaria.

Per il Concorso Straordinario il servizio è valido solo se prestato presso Istituti Scolastici Statali.

Si richiede, inoltre, per entrambe le procedure, che almeno 1 anno di serviziosia stato svolto sulla specifica materia o posto per cui si chiede di partecipare (c.d. “servizio specifico”).

Inoltre, per concorrere sui posti di Sostegno del Concorso Straordinario, è richiesto anche il possesso del titolo di specializzazione sul sostegno.

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CATEGORIE CHE POSSONO ADERIRE AI RICORSI

Alcune categorie sono, quindi, escluse da entrambe le procedure e devono fare ricorso per potervi partecipare.

Si tratta, in particolare, delle seguenti categorie:

1) DOCENTI CON SERVIZIO TRIENNALE SU SOSTEGNO SENZA TITOLO DI SPECIALIZZAZIONE E/O SENZA 1 ANNO SPECIFICO SU MATERIA COMUNE: i docenti che hanno maturato 3 anni di servizio solo sulla materia del sostegno, ma sono privi del titolo di specializzazione sul sostegno e/o di 1 anno di servizio specifico sulla materia comune d’interesse; per tale categoria si attivano i ricorsi per consentire (1) sia la partecipazione al concorso straordinario su posti di sostegno e/o anche su materia comune, (2) sia la partecipazione alla procedura straordinaria di abilitazione sulla materia comune; si ritiene, infatti, illegittima la richiesta del titolo di specializzazione e dell’anno di servizio specifico, tenuto conto che: (1)le possibilità per gli interessati di iscriversi ad un corso di specializzazione sul sostegno sono state finora quasi inesistenti; (2) il recente DL n. 22/2020 ha riconosciuto particolare valenza al servizio triennale sul sostegno disponendo, per i docenti che lo hanno maturato, l’accesso diretto alla prova scritta dei corsi di specializzazione sul sostegno; (3) gli incarichi d’insegnamento sul sostegno sono stati finora conferiti tramite scorrimento di graduatorie relative a posti comuni; (4)il C.S.P.I. (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione) ha espressamente contestato, nel Parere del 6.4.2020, l’ulteriore richiesta del titolo di specializzazione e dell’anno di servizio specifico per i docenti che hanno già maturato 3 anni di servizio sul sostegno; (5) la recente Sentenza del Consiglio di Stato n. 4167 del 30.6.2020 ha riconociuto al servizio triennale, in generale, particolare valenza equiparata all’abilitazione e peculiare idoneità di accesso a qualsiasi procedura concorsuale, dovendosi perciò ritenere illegittima la richiesta di ulteriori requisiti;

2) DOCENTI CON 2 ANNI DI SERVIZIO: i docenti, laureati o diplomati, che possono dimostrare due anni di servizio in scuola secondaria conseguiti nell’arco temporale 2008/2020; tale categoria può ricorrere, sia per partecipare al concorso straordinario, sia per partecipare alla procedura straordinaria di abilitazione, sulla base di un interpretazione “costituzionalmente orientata che rende censurabile l’evidente discriminazione attuata nei confronti dei docenti di scuola secondaria con 2 anni di servizio rispetto ai docenti della scuola infanzia e primaria, che hanno potuto partecipare al Concorso Straordinarioindetto con DDG MIUR del 7.11.2018 (pubbl. in Gazz. Uff. il 9.11.18)con soli 2 anni di servizio; la violazione è tanto più grave se si considera che i docenti di infanzia e primaria vi hanno partecipato ai fini dell’immissione in ruolo; si ritiene, inoltre, ampiamente contestabile la preclusione per i docenti di scuola secondaria con servizio biennale, se si considera la giurisprudenza amministrativa in tema di PAS, che ha ritenuto illegittima, per procedure di tipo concorsuale e/o abilitativo, la richiesta di periodi di servizio superiori a 2 anni; si consideri, inoltre, che in occasione del suddetto concorso straordinario per infanzia e primaria, la giurisprudenza amministrativa ritenne congruo e ragionevole un periodo di servizio biennale, addirittura ai fini dell’immissione in ruolo.

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COSTI

L’importo di adesione ai singoli ricorsi è di particolare favore.

Si evidenzia che se l’interessato/a aderisce congiuntamente sia al ricorso per accedere al Concorso Straordinario per l’immissione in ruolo, sia al ricorso per accedere alla Procedura Straordinaria per il conseguimento dell’abilitazione, verserà per il secondo ricorso solo metà della quota di adesione.

In caso di eventuali gruppi di docenti interessati ad aderire unitariamente, al singolo ricorso o al doppio ricorso, si applica ulteriore riduzione.

Si informano gli interessati che si mettono gratuitamente a disposizione per ambo i ricorsi le domande sostitutive di partecipazione con apposite istruzioni per compilazione e invio, curate dettagliatamente dal legale, da inviare prima del ricorso agli Uffici scolastici competenti.

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I ricorsi verranno presentati con Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica con successiva trasposizione al TAR, e/o con ulteriore azione specifica sempre al TAR.

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Termine di adesione: 21 LUGLIO 2020.

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Per ottenere informazioni e aderire ai ricorsi procedi alternativamente a:

 

1) inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con descrizione di titolo, data conseguimento e carriera scolastica

o

2) compilare i campi del form presente nella sezione Ricorsi e Assistenza Legale del sito www.osservatoriodocenti.it con i dati richiesti

o

3) inviare richieste di informazioni tramite WhatsApp al numero 3470934313

  

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RICORSO MOBILITA’ SCUOLA 2020: SI RICORRE AL TAR AVVERSO IL VINCOLO QUINQUENNALE PER GLI ASSUNTI “FIT” A.S. 2019/2020 – CON LA COLLABORAZIONE DELL’AVV. PROF. PAOLO CLARIZIA

RICORSO MOBILITA’ SCUOLA 2020: SI RICORRE AL TAR AVVERSO IL VINCOLO QUINQUENNALE PER GLI ASSUNTI “FIT” A.S. 2019/2020 – CON LA COLLABORAZIONE DELL’AVV. PROF. PAOLO CLARIZIA - ADESIONE: 23 MAGGIO 2020.

PREMESSE/ARGOMENTI

Con l’Ordinanza n. 182 del 23 marzo 2020 il Ministero dell’Istruzione ha attivato le operazioni di “mobilità” del personale docente per l’a.s. 2020/2021.

All’art. 1, comma 3, l’Ordinanza prevede la permanenza “per almeno altri quattro anni” nella medesima sede di immissione in ruolo dei docenti assunti tramite il concorso riservato ex. DDG MIUR n. 85/2018, c.d. “FIT”.

Il vincolo di permanenza diviene “quinquennale” considerando la sommatoria del suddetto periodo quadriennale con il periodo annuale di formazione e prova già svolto da tali docenti e strumentale alla definitiva assunzione in ruolo secondo la disciplina del FIT.

In realtà, tale vincolo non si applica a tutti i docenti assunti dalle graduatorie del concorso riservato FIT.

Infatti, la previsione citata ha determinato una grave discriminazione all’interno dell’ampia categoria degli assunti FIT, tra coloro che hanno beneficiato dell’immissione in ruolo già dall’a.s. 2018/2019 in virtù di graduatorie di merito approvate entro il 31.8.2018, e coloro che sono stati assunti con decorrenza dall’a.s. 2019/2020 in virtù di graduatorie di merito approvate successivamente al 31.8.2018.

A tale ultima sub-categoria, pregiudicata dalla tardiva approvazione delle graduatorie d’interesse, ed a cui il DM n. 631 del 25.9.2018 aveva “congelato” i posti di spettanza in attesa della decorrenza del contratto di assunzione dall’1.9.2019, si applica (purtroppo) il vincolo di permanenza quinquennale presso la sede iniziale di assunzione, a differenza dei docenti assunti dall’a.s. 2018/2019 esonerati da tale vincolo.

E’ evidente la gravità della discriminazione attuata, atteso che gli assunti FIT a.s. 2019/2020 sono esclusi a priori dalle operazioni di mobilità e per un periodo particolarmente esteso di ben 5 anni.

E’ possibile quindi ricorrere al TAR per contestare tale preclusione, sulla base di un interpretazione costituzionalmente orientata del quadro normativo esposto, conformemente a principi generali di derivazione costituzionale ed europea/comunitaria.

L’Ordinanza sulla mobilità appare altresì impugnabile in sede amministrativa trattandosi, sotto il profilo considerato, di atto di macro-organizzazione, con efficacia nazionale e produttivo di effetti immediatamente “escludenti” (v., in senso favorevole, Consiglio di Stato, Sent. n. 968/2019 e Sent. n. 8472/2019).

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CHI PUO’ RICORRERE:

I DOCENTI IMMESSI IN RUOLO DA GRADUATORIA DEL CONCORSO RISERVATO “FIT” – DDG N. 85/2018 APPROVATA DOPO IL 31.8.2018 IL CUI RAPPORTO CONTRATTUALE HA AVUTO DECORRENZA DALL’A.S. 2019/2020.

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ALTA SPECIALIZZAZIONE

Si offre un alto grado di specializzazione, infatti l’azione verrà promossa con la collaborazione del Prof. Avv. Paolo Clarizia, già Presidente dell’Associazione dei Giovani Amministrativisti e socio/componente di uno dei più rinomati studi legali italiani di diritto amministrativo (Studio Legale Clarizia).

Pertanto, il ricorso sarà promosso al TAR congiuntamente dall’Avv. Giuseppe Buonanno e dall’Avv. Prof. Paolo Clarizia.

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Termine di adesione: 23 MAGGIO 2020.

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RICORS0 24 CFU AL GIUDICE DEL LAVORO PER OTTENERE INSERIMENTO IN II FASCIA DI GRADUATORIE D’ISTITUTO – III° CICLO

RICORS0 24 CFU AL GIUDICE DEL LAVORO PER OTTENERE INSERIMENTO IN II FASCIA DI GRADUATORIE D’ISTITUTO  – III° CICLO - ADESIONE: 9 LUGLIO 2020.

Stante l’interesse manifestato dai docenti delle categorie di riferimento, si comunica l’attivazione del III° CICLO del ricorso in oggetto. 

- LE PREMESSE

Viste le preclusioni derivanti dagli ultimi aggiornamenti delle Graduatorie d’Istituto, prevedibili anche con riferimento al prossimo imminente aggiornamento biennale delle graduatorie d’istituto (Agosto), si rende opportuno attivare le azioni più efficaci per consentire a chi è in possesso di titoli di portata abilitante di veder accertato il proprio diritto ad iscriversi in II fascia di Graduatorie d’Istituto.

- GLI ARGOMENTI

Dal complessivo quadro normativo, è possibile trarre previsioni che equiparano la Laurea con 24 CFU all’abilitazione.

A partire dall’attuazione della delega legislativa contenuta nell’art. 1, c. 181, lett. b), Legge n. 107/2015 e provv. segg., in particolare il D. Lgs. 59/2017, secondo cui alle procedure di reclutamento potranno prendere parte tutti i candidati in possesso dei titoli di studio (diploma o laurea) validi per l’accesso alle rispettive classi concorsuali. Si accede sulla base del solo diploma (ITP) o titolo di Laurea con 24 CFU.

Per la categoria dei laureati, la Laurea con il titolo integrativo dei 24 CFU costituisce (e costituirà) autonomo titolo di accesso all’insegnamento, equivalente alla pregressa “abilitazione”.

Infatti, ai sensi del combinato disposto degli artt. 5 e 17, D. Lgs. n. 59/2017, risulta già a regime il requisito della Laurea con accessori 24 CFU - crediti in settori formativi psico-antropo-pedagogici e nelle metodologie didattiche regolati dal DM MIUR 616/2017 – come titoli equivalenti all’abilitazione.

Nell’alveo dell’art. 1, comma 110, L. 107/2015, il Legislatore ha inteso ridefinire normativamente l’abilitazione, in specie agli artt. 5 e 17 del D. Lgs. 59/2017, dichiarando ad essa equivalente il possesso di Laurea e 24 CFU.

Tale riconoscimento (di equivalenza al titolo abilitativo) è stato conservato dalla Legge di Bilancio 2019 (Legge n. 145 – 30.12.2018 – G.U. 31.12.2018), che all’art. 1, commi 792/795 (Revisione del sistema di reclutamento dei docenti nella scuola secondaria), non ha apportato modifiche al profilo esaminato, ed anzi ha aggiunto - con riguardo ai prossimi concorsi – che il superamento come “idoneo” avrà valore pari all’abilitazione, con conseguente diritto all’inserimento in II fascia di Graduatorie d’Istituto.

Tale impianto è stato confermato dal Decreto Legge n. 126 del 29.10.2019 (conv. con Legge n. 159/2019), che ha previsto il nuovo Concorso straordinario per la scuola secondaria, nella parte in cui il mero superamento del concorso riconosce ai titolari dei 24 cfu l’abilitazione all’insegnamento nelle classi di concorso di partecipazione.

Parimenti ha previsto il DM n. 201 del 20.04.2020, che ha attivato il nuovo Concorso Ordinario per la scuola secondaria, secondo cui il superamento di tutte le prove concorsuali, attraverso il conseguimento dei punteggi minimi previsti, costituisce abilitazione all’insegnamento per le classi di concorso d’interesse.

E’ noto, peraltro, che nell’ultimo Ciclo di specializzazione sul sostegno, attivato con il D.M. MIUR n. 92/19, ed avente efficacia abilitativa sui posti di sostegno, sono stati ammessi docenti Laureati con 24 CFU e docenti ITP senza altri titoli aggiuntivi.

Del resto, tale equivalenza trova giustificazione a livello didattico, atteso che il contenuto dei 24 CFU come disciplinato dal DM n. 616/2017 è funzionale a completare la specializzazione del docente rispetto alle funzioni didattiche da svolgere nei peculiari ambiti disciplinari di: 1) pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione; 2) psicologia; 3) antropologia; 4) metodologie e tecnologie didattiche generali.

Si tratta, quindi, dei profili disciplinari per l’efficace svolgimento delle funzioni didattiche nella scuola statale che completano e perfezionano il percorso della Laurea.

In tal modo, viene meno l’eccezione secondo cui vi sarebbe una “diversità ontologica” tra i percorsi dell’abilitazione scolastica e quelli della laurea.

Invece, il conseguimento dei 24 CFU ha il fine di eliminare tale presunta ontologica diversità, rendendo equivalenti i percorsi di abilitazione e di laurea, e tale riconoscimento è stabilito da espresse previsioni normative.

In tal senso, si stanno esprimendo positivamente vari Tribunali civili in funzione di Giudici del Lavoro, soprattutto il Tribunale di Roma, maggiormente autorevole, che ha stabilito l’idoneità di Laurea e 24 cfu all’ammissione alle procedure concorsuali riservate agli abilitati e all’iscrizione in II fascia di graduatorie d’istituto (v., ex multis, Sentenza del 22.3.2019).

- LE CATEGORIE

Si premette che le suddette argomentazioni possono valere anche per i diplomati ITP (e assimilati A066), poiché ai sensi dell’art. 22, D. Lgs. n. 59/2017, i docenti ITP possono accedere (provvisoriamente) alle procedure di reclutamento con il (solo) diploma e (solo) dall’anno 2024/2025 necessiteranno dei 24 CFU.

Pertanto, tali docenti ITP possono proporre ricorso per entrare in II Fascia sulla base del solo diploma, essendo attualmente facoltativo (e quindi non obbligatorio) il possesso dei 24 CFU. Tuttavia, possono allegare l’attestato dei 24 CFU in via rafforzativa se eventualmente acquisito.

Ricapitolando, le categorie che possono promuovere ricorso sono:

  • Laureati con 24 CFU
  • Diplomati ITP (Insegnanti Tecnico Pratici) e A066 (Informatica, trattamento testi) con diploma (e – facoltativamente – con 24 CFU se eventualmente acquisiti)

 

- SEDI GIUDIZIALI

I ricorsi verranno promossi in forma collettiva e centralizzata presso il Giudice del Lavoro.

Si precisa che se l’interessato/a è in possesso di titoli per due delle categorie sopra elencate, può aderire in doppia categoria a condizioni economiche favorevoli.

Sarà messa gratuitamente a disposizione la domanda di II fascia, con relativa autocertificazione degli istituti scolastici prescelti, da inviare prima del ricorso alla Scuola Capofila, unitamente ad apposite istruzioni per compilazione e invio.

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Termine di adesione: 9 LUGLIO 2020.

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RICONOSCIMENTO ABILITAZIONI ESTERE: SI RICORRE AL GIUDICE DEL LAVORO E AL GIUDICE AMMINISTRATIVO PER OTTENERE ANCHE L’INSERIMENTO IN II FASCIA

RICONOSCIMENTO ABILITAZIONI ESTERE: SI RICORRE AL GIUDICE DEL LAVORO E AL GIUDICE AMMINISTRATIVO PER OTTENERE ANCHE L’INSERIMENTO IN II FASCIA – ADESIONE ENTRO: 30 DICEMBRE 2019.

LE PREMESSE

E’ nota e particolarmente delicata la questione inerente il riconoscimento dei titoli di abilitazione conseguiti all’estero ex. D. Lgs. n. 206/2007, in special modo in Romania e Bulgaria.

In tali casistiche, il MIUR, oltre ad aver tenuto una condotta particolarmente inerte, ha in vari casi comunicato il diniego del riconoscimento del titolo estero, così pregiudicando una legittima e consolidata aspettativa (infatti, tali docenti, in virtù dell’istanza di riconoscimento presentata, avevano potuto accedere alle prove del concorso FIT indetto con DDG MIUR n. 85/2018).

Le motivazioni dei dinieghi appaiono generiche ed infondate, visto che, come desumibile dal caso esemplificativo delle abilitazioni conseguite in Romania, su cui il MIUR ha diramato la nota informativa n. 5636 del 2.4.2019, il titolo estero non sarebbe riconoscibile in Italia per valutazioni negative meramente interne allo Stato estero.

Tale contenzioso al TAR, sui dinieghi e avverso la suddetta nota, si sta risolvendo in un nulla di fatto, avendo il TAR perlopiù richiesto peculiari adempimenti istruttori al MIUR, rimasti inevasi.

E’ pertanto opportuno diversificare il tipo di azione per consentire comunque ai docenti che hanno conseguito tali titoli esteri di trarne ogni utilità, ricorrendo non solo avanti al Giudice Amministrativo ma anche al Giudice del Lavoro per ottenere l’accertamento del valore abilitante del titolo e l’inserimento in II fascia di Graduatorie d’istituto.

GLI ARGOMENTI

Alla luce dei chiari principi delle Direttive 2005/36/CE e 2013/55/UE, i motivi di diniego sono del tutto irrilevanti, oltre che lesivi del principio del mutuo riconoscimento.

I principi di natura comunitaria, infatti, sufficientemente delineati e, quindi, immediatamente attuabili negli Stati membri, prevedono che il titolo estero debba produrre medesimi effetti abilitativi nello Stato di residenza del soggetto straniero che ha conseguito il titolo.

Ogni ulteriore valutazione negativa interna al singolo Stato membro non può avere rilevanza giuridica ostativa.

Il ricorso si rende necessario anche per tutelare la condizione favorevole eventualmente conseguita nel Concorso straordinario FIT – DDG 85/18, in cui il docente in attesa del riconoscimento del titolo estero ha potuto svolgere le prove ed essere inserito con riserva in graduatoria, per prevenire il possibile depennamento da tale graduatoria.

L’azione, tuttavia, non verterà sulla contestazione del diniego o della nota, ma sul riconoscimento del titolo abilitante ai fini dell’inserimento in II fascia di Graduatorie d’Istituto, in occasione dell’aggiornamento semestrale delle Graduatorie d’Istituto disposto con Decreto MIUR n. 1458 del 9.10.2019.

E’ possibile, infatti, utilizzare argomentazioni affini a quelle su cui si stanno esprimendo positivamente vari Tribunali civili in funzione di Giudici del Lavoro, soprattutto il Tribunale di Roma, sia ai fini dell’ammissione alle procedure concorsuali riservate agli abilitati, sia dell’iscrizione in II fascia di graduatorie d’istituto.

CHI PUO’ RICORRERE

Può aderire al ricorso il docente in possesso di titolo estero di valore abilitante che ha presentato istanza di riconoscimento al MIUR e ha ricevuto il diniego del riconoscimento in via individuale o per effetto del rinvio alla sopra citata Nota del 2.4.2019.

OBIETTIVO

La finalità è quella di ottenere possibilmente pronunce positive entro il prossimo aggiornamento delle graduatorie d’istituto, previsto nella prima parte del 2020, così da poterle spendere utilmente ai fini della permanenza in II fascia anche nel prossimo periodo triennale di aggiornamento delle graduatorie d’istituto. 

SEDI GIUDIZIALI

I ricorsi verranno promossi in forma collettiva e centralizzata presso il Giudice del Lavoro e contestualmente al Giudice Amministrativo.

E’, quindi, possibile aderire contestualmente sia al ricorso al Giudice del Lavoro che al ricorso al Giudice Amministrativo, fruendo di condizioni economiche di estremo vantaggio.

E’ tuttavia possibile aderire solo al ricorso al Giudice del Lavoro o solo al ricorso al Giudice Amministrativo.

Sarà messa gratuitamente a disposizione la domanda di II fascia, con relativa autocertificazione degli istituti scolastici prescelti, da inviare prima del ricorso alla Scuola Capofila, unitamente ad apposite istruzioni per compilazione e invio.

ALTA SPECIALIZZAZIONE

A fini rafforzativi delle azioni da promuovere, per offrire un alto grado di specializzazione, si precisa che, unitamente all’Avv. Giuseppe Buonanno, il ricorso innanzi al Giudice del Lavoro sarà promosso con la collaborazione di avvocato esperto del rito processuale del lavoro e di questioni scolastiche. 

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E’ opportuno aderire entro il 30 DICEMBRE 2019.

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RICORSO A066 III FASCIA: SI RICORRE AL GIUDICE DEL LAVORO E AL TAR PER L’INSERIMENTO IN III FASCIA DI GRADUATORIE D’ISTITUTO DEI DOCENTI NON GIA’ PRESENTI

RICORSO A066 III FASCIA: SI RICORRE AL GIUDICE DEL LAVORO E AL TAR PER L’INSERIMENTO IN III FASCIA DI GRADUATORIE D’ISTITUTO DEI DOCENTI NON GIA’ PRESENTI – ADESIONE: 9 LUGLIO 2020.

LE PREMESSE

E’ particolarmente delicata la questione inerente i docenti della classe A066 – Trattamento testi, dati ed applicazioni – Informatica non già inseriti in III fascia di Graduatorie d’istituto.

Come noto, il DM 374/2017 non consentiva nuovi inserimenti per effetto della dichiarazione della classe “ad esaurimento” ad opera del DPR 19/2016.

Si è generata un ingiusta discriminazione tra chi, già inserito in precedenti trienni, può aggiornare la propria posizione, e chi invece, non essendo già inserito, non può ottenere il nuovo inserimento.

Tale problematica diventa ora di particolare rilievo, considerato che l’aggiornamento biennale delle Graduatorie d’istituto di II e III Fascia si terrà nei prossimi mesi estivi (Agosto) e, pertanto, tali docenti saranno nuovamente esclusi dalle Graduatorie.

Pertanto, i docenti A066, al momento esclusi, 1) hanno interesse ad ottenere una pronuncia che accerti il loro diritto ad essere inseriti nelle Graduatorie d’istituto, e, allo stesso tempo, 2) hanno interesse a contestare l’esclusione dal prossimo (imminente) aggiornamento delle graduatorie di III fascia, al fine di ottenere l’inserimento già dall’anno scolastico 2020/2021.

Pertanto, 1) sotto il primo profilo si attiva ricorso ad hoc presso il Giudice del Lavoro, 2) sotto il secondo profilo si attiva contestuale ricorso al TAR.

GLI ARGOMENTI

Si tratta di docenti assimilabili ai docenti ITP.

Difatti, la A066 è assimilata al regime delle classi concorsuali degli insegnamenti tecnico-pratici, in quanto prevede quale titolo di accesso il diploma (e non il titolo di laurea) e consente l’insegnamento nei bienni degli istituti tecnici e professionali.

Più nello specifico i docenti A066 possono coprire diverse discipline, afferenti all’area delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, al primo biennio degli istituti tecnici e professionali, nonché il laboratorio di tecniche professionali dei servizi commerciali.

Si tratta delle medesime caratteristiche professionali e didattiche dei docenti ITP, anch’essi idonei all’insegnamento con diploma, senza laurea, impiegati nei bienni degli istituti tecnici/professionali e preposti alle attività didattiche di laboratorio (nello specifico i docenti A066 per l'apprendimento di nozioni tecniche nell'uso di computer e sistemi informatici al pari dei docenti di laboratorio della classe B016, rispetto a cui sussiste anche un ampia fungibilità tra i titoli di accesso).

In alternativa, sussistono elementi di unitaria considerazione con la classe A041 – Scienze e tecnologie informatiche, rispetto a cui, da quanto previsto per il Concorso Straordinario Scuola Secondaria 2020, si ritiene che il servizio espletato sulla classe A066 possa confluire ai fini partecipativi sulla classe A041, a dimostrazione dell’immediata affinità tra le due classi.

In buona sostanza, per l’uno o per l’altro verso, può essere accertato il diritto dei docenti A066 ad essere inseriti ex novo nelle graduatorie d’istituto di terza fascia e ad avere la possibilità di aggiornare anche in futuro la propria posizione a partire dall’a.s. 2020/2021.

CHI PUO’ RICORRERE

Può aderire chi è in possesso di titolo idoneo ad accedere alla classe A066 – Informatica, trattamento testi ed attualmente non è inserito in alcuna fascia delle Graduatorie d’istituto.

I Diplomi A066 sono i seguenti: analista contabile; operatore commerciale; operatore turistico; perito aziendale e corrispondente in lingue estere; ragioniere e perito commerciale; ragioniere programmatore; segretario d’amministrazione; tecnico della gestione aziendale; tecnico dei servizi turistici.

SEDI GIUDIZIALI

Il ricorso verrà promosso in doppia sede.

1) In forma collettiva e centralizzata presso il Giudice del Lavoro per l’accertamento del diritto all’inserimento nelle graduatorie d’istituto di III fascia.

2) In forma collettiva e centralizzata al TAR per contestare l’esclusione dall’aggiornamento imminente delle graduatorie di terza fascia e chiedere l’inserimento già dall’a.s. 2020/2021.

E’ opportuno aderire alla doppia azione per avere più possibilità di vittoria, beneficiando in tal caso di condizioni economiche di maggior favore.

Sarà messa gratuitamente a disposizione la domanda/diffida, per ambo le azioni, curata dettagliatamente dal legale, da inviare prima del ricorso all’Ufficio scolastico competente.

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Per ottenere informazioni e aderire ai ricorsi procedi alternativamente a:

1) inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con descrizione di titolo, data conseguimento e carriera scolastica

o

2) compilare i campi del form presente nella sezione Ricorsi e Assistenza Legale del sito www.osservatoriodocenti.it con i dati richiesti

o

3) inviare richieste di informazioni tramite WhatsApp al numero 3470934313 

                                                          

 

 

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REINSERIMENTO GAE: CHIUNQUE RISULTI ESCLUSO DAL NUOVO AGGIORNAMENTO PUO’ RICORRERE AL GIUDICE DEL LAVORO PER OTTENERE IL REINSERIMENTO IN GAE

REINSERIMENTO GAE: CHIUNQUE RISULTI ESCLUSO DAL NUOVO AGGIORNAMENTO PUO’ RICORRERE AL GIUDICE DEL LAVORO PER OTTENERE IL REINSERIMENTO IN GAE – ADESIONE ENTRO: 25 MARZO 2020.

A seguito della pubblicazione del DM 374 – 24.4.2019 di aggiornamento delle GAE per il triennio 2019/2022, è emersa l’impossibilità, per numerosi docenti depennati dalle GAE per non aver presentato domanda di permanenza/aggiornamento, di formulare, in occasione del presente aggiornamento triennale, domanda di reinserimento tramite la modalità online, a causa di un anomalia tecnica imputabile al MIUR.

Va premesso che ha pieno diritto al reinserimento in GAE chi è stato/a iscritto/a nelle Graduatorie Permanenti ante GAE o nelle successive GAE e non ha presentato domanda di permanenza e/o aggiornamento nei bienni/trienni immediatamente successivi, venendo depennato.

Tale diritto è stato riconosciuto dalla giustizia amministrativa e del lavoro con plurime decisioni, nonché dal nuovo Decreto MIUR di aggiornamento delle GAE (v. art. 1).

Tuttavia, numerosi interessati, pur potendo accedere alle funzioni Polis, sono stati impossibilitati materialmente, a causa di un anomalia tecnica imputabile al MIUR, a formulare la domanda di reinserimento tramite modalità online, poiché il sistema ha bloccato la compilazione della domanda.

A fronte di ciò il MIUR ha genericamente comunicato di rivolgersi all’USP competente, ma senza autorizzare l’inoltro della domanda con modalità sotitutiva e senza offrire una concreta soluzione tecnica a livello nazionale.

Infatti, nonostante tale grave carenza, il MIUR nel Decreto n. 374/19 non ha previsto la possibilità di presentare domanda con modalità sostitutiva rispetto a quella online, anzi affermando l’inammissibilità delle domande presentate con modalità diversa da quella online (v. art. 9, comma 4).

ARGOMENTI

Invece, come profusamente illustrato dalla giurisprudenza (v. Tar Lazio Roma, Sentenza del 10.9.2018 n.9230; Sentenza dell’8.8.2018 n. 8902), vi deve essere l’obbligatoria previsione di modalità cartacee (PEC o Racc. A/R) di presentazione delle istanze nei casi di contestuale previsione di modalità telematiche eventualmente stabilite con atti generali o simili, non potendosi escludere la contestuale possibilità di invio dell’istanza secondo i metodi tradizionali (PEC o Racc. A/R), specie qualora, come nel presente caso, le modalità informatiche non siano idonee stante la particolare ipotesi in cui versi l’interessato.

SI SEGNALA, A CONFERMA DELLA FONDATEZZA DI TALI ARGOMENTI, LA NOSTRA VITTORIA RECENTEMENTE CONSEGUITA IN MATERIA (per leggere l'Articolo CLICCA QUI)
 
 

CHI PUO’ ADERIRE AL RICORSO:

1) DEPENNATI: coloro i quali erano a qualsiasi titolo inseriti nelle Graduatorie Permanenti anteriori alle GAE o nelle successive GAE e sono stati depennati per non aver presentato domanda di permanenza e/o aggiornamento nei bienni/trienni successivi, ed hanno interesse ad ottenere il reinserimento in GAE in occasione del presente aggiornamento per il triennio 2019/2022 previsto dal DM MIUR n. 374 del 24.4.2019, ma sono stati impossibilitati a formalizzare la domanda tramite le funzioni Polis – istanze online a causa di un inefficienza della piattaforma telematica del MIUR che non riconosceva i loro dati;

2) INSERITI CON RISERVA: coloro i quali sono inseriti con riserva in GAE, in attesa di conseguire l’abilitazione o la conclusione di un ricorso giurisdizionale o di un ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica, ed hanno interesse ad ottenere la permanenza in GAE e/o il trasferimento con riserva in altra Provincia per il triennio 2019/2022, ma sono stati impossibilitati a formalizzare la domanda tramite le funzioni Polis – istanze online a causa di un inefficienza della piattaforma telematica del MIUR che non riconosceva i loro dati;

3) ALTRI DOCENTI CON MEDESIMO PROBLEMA: gli altri docenti che in merito alle domande di aggiornamento delle GAE previste dall’art. 1 e segg. del DM 374/19 hanno avuto il medesimo problema.

- SEDE GIUDIZIALE

I ricorsi verranno promossi in forma collettiva centralizzata presso il Giudice del Lavoro, a condizioni economiche di estremo vantaggio.

Sarà messa a disposizione la Domanda/Reclamo da inviare prima del ricorso all’Ufficio Scolastico Provinciale d’interesse.

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TERMINE DI ADESIONE: 25 MARZO 2020.
 
SI PRECISA CHE PER IL PRESENTE CICLO DI RICORSO NON VI SARANNO ALTRE PROROGHE, PER CUI CHI E' INTERESSATO DEVE ADERIRE ENTRO E NON OLTRE IL 25 MARZO 2020 (DIVERSAMENTE DOVRA' ATTENDERE L'ATTIVAZIONE DI UN SUCCESSIVO CICLO DI RICORSO).   
 

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Per ottenere informazioni e aderire ai ricorsi procedi alternativamente a:

1) inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con descrizione di titolo, data conseguimento e carriera scolastica

o

2) compilare i campi del form presente nella sezione Ricorsi e Assistenza Legale del sito www.osservatoriodocenti.it con i dati richiesti

o

3) inviare richieste di informazioni tramite WhatsApp al numero 3470934313

                                                          

 

 

 

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RICONOSCIMENTO PUNTEGGIO DEPENNATI II FASCIA: SI PUO’ RICORRERE AL GIUDICE DEL LAVORO PER L’ATTRIBUZIONE DEL PUNTEGGIO RELATIVO AL SERVIZIO SVOLTO

RICONOSCIMENTO PUNTEGGIO DEPENNATI II FASCIA: SI PUO’ RICORRERE AL GIUDICE DEL LAVORO PER L’ATTRIBUZIONE DEL PUNTEGGIO RELATIVO AL SERVIZIO SVOLTO – ADESIONE ENTRO: 25 MARZO 2020.

PREMESSE

E’ di particolare attualità e delicatezza la questione della mancata attribuzione di punteggio per il servizio svolto dai docenti inseriti con riserva in II fascia di graduatorie d’istituto a seguito di ricorso e poi depennati per l’esito finale negativo del giudizio.

A tali docenti sono stati notificati decreti di depennamento, o analoghi decreti di rettifica e/o annullamento, che escludono l’attribuzione del punteggio corrispondente al servizio svolto durante l’inserimento con riserva in II fascia.

Tale negazione è assoluta, poiché non viene riconosciuto nemmeno il punteggio in forma ridotta.

ARGOMENTI

E’ controverso che in tali casi il docente abbia operato senza titolo e debba applicarsi la norma che prevede l’esclusione del punteggio per chi ha lavorato da II fascia senza titolo.

Infatti, l’assenza di titolo è piuttosto configurabile in casi di erronea indicazione del titolo di studio o dichiarazione di titolo non effettivamente conseguito.

Nel caso di specie, invece, i docenti hanno prestato servizio in possesso del titolo di studio corrispondente alla classe di concorso e al posto d’insegnamento pertinenti, con la peculiarità che anziché da III fascia hanno lavorato da II fascia.

Durante il periodo d’inserimento con riserva in II fascia, i docenti hanno beneficiato del riconoscimento giuridico dell’idoneità del proprio titolo operato da un provvedimento giudiziale, se pur non definitivo.

Non è corretto parlare, quindi, di assenza tout court di titolo idoneo.

Orbene, secondo costante orientamento (v., ex multis, Consiglio di Stato Ord. n. 356 – 27.1.2017; Ord. n. 624 – 14.2.2017), l’inserimento con riserva è idoneo ad attribuire al docente ogni utilità finale del posto d’insegnamento conseguito, anche in merito al punteggio (e non solo al trattamento economico e previdenziale), senza dover attendere la conclusione della fase di merito.

Ovviamente, sul docente inserito con riserva pende la clausola di risoluzione del contratto in caso di esito finale negativo del giudizio, e ciò tutela efficacemente la Pubblica Amministrazione dal rischio che il docente consegua utilità maggiori rispetto al periodo di servizio realmente espletato.

Tuttavia, limitatamente al periodo di servizio svolto, non vertendosi in una tipica ipotesi di assenza ab origine del titolo di accesso, al docente (depennato) deve riconoscersi il corrispondente punteggio, in misura piena o, in subordine, almeno in misura ridotta.

OBIETTIVO

La finalità è quella di ottenere pronunce positive entro l’imminente concorso straordinario per la scuola secondaria, attivato con l’approvazione del D.L. del 10.10.2019, nonché entro il prossimo aggiornamento delle graduatorie d’istituto, previsti nella prima parte del 2020, così da poterle spendere utilmente ai fini del riconoscimento di maggior punteggio.

SEDI GIUDIZIALI

I ricorsi verranno promossi in forma collettiva e centralizzata presso il Giudice del Lavoro.

ALTA SPECIALIZZAZIONE

Per offrire un alto grado di specializzazione, si precisa che, unitamente all’Avv. Giuseppe Buonanno, il ricorso innanzi al Giudice del Lavoro sarà promosso con la collaborazione del noto Avv. Giuseppe Versace, esperto del rito processuale del lavoro e di questioni scolastiche. 

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TERMINE DI ADESIONE: 25 MARZO 2020.
 
SI PRECISA CHE PER IL PRESENTE CICLO DI RICORSO NON VI SARANNO ALTRE PROROGHE, PER CUI CHI E' INTERESSATO DEVE ADERIRE ENTRO E NON OLTRE IL 25 MARZO 2020 (DIVERSAMENTE DOVRA' ATTENDERE L'ATTIVAZIONE DI UN SUCCESSIVO CICLO DI RICORSO).   
 

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Per ottenere informazioni e aderire ai ricorsi procedi alternativamente a:

1) inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con descrizione di titolo, data conseguimento e carriera scolastica

o

2) compilare i campi del form presente nella sezione Ricorsi e Assistenza Legale del sito www.osservatoriodocenti.it con i dati richiesti

o

3) inviare richieste di informazioni tramite WhatsApp al numero 3470934313

                                                          

 

 

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RICORSI II FASCIA: E' POSSIBILE ADERIRE PER VARIE CATEGORIE E CON NUOVI MOTIVI SULLA BASE DELLE RECENTI EVOLUZIONI

RICORSI II FASCIA: E' POSSIBILE ADERIRE PER VARIE CATEGORIE E CON NUOVI MOTIVI SULLA BASE DELLE RECENTI EVOLUZIONI – ADESIONE ENTRO: 14 SETTEMBRE 2019.

Ricorso per inserimento in II fascia di Graduatorie d’Istituto: in occasione dell’imminente aggiornamento semestrale delle Graduatorie d’Istituto, si riattiva il ricorso per entrare in II fascia; si ricorda la rilevante vittoria da noi conseguita al Consiglio di Stato avente ad oggetto l'ammissione in II fascia di Graduatorie d'Istituto dei Laureati non abilitati con Ordinanza n. 1702 dell’ 1 Aprile 2019 (CLICCA QUI).

Inoltre, nell'ambito dei positivi risultati da noi ottenuti in II fascia, si rammenta la vittoria al Consiglio di Stato con l'Ordinanza n. 4798 del 28.09.2018, che ha ammesso in II fascia numerosi docenti della classe A066 (e classi affini B016/A041), ancora oggi pienamente efficace.

L’Ordinanza n. 1217 dell’8.3.2019 con cui il Consiglio di Stato ha rigettato la domanda di sospensiva del MIUR ed ha confermato la permanenza in II fascia di vari docenti ITP.

Le Ordinanze del Consiglio di Stato nn. 6404 e 6405 del 27.12.2018 e nn. 891, 892 e 893 del 22.2.2019,  con cui il Consiglio di Stato, in parziale riforma del precedente orientamento, ha accolto la domanda cautelare ai fini della sollecita fissazione dell'udienza di merito, ritenendo necessari ulteriori approfondimenti ai fini dell'inserimento in II fascia di docenti ITP e della classe A066.

Se pur l’orientamento in materia è attualmente incerto, è possibile per quanto sopra tutelare ancora le posizioni dei Laureati con 24 cfu e/o Laureati non abilitati, ITP, diplomati A066 e diplomati o laureati con 3 anni di servizio ai fini dell'inserimento in II fascia, in tempo possibilmente utile per le convocazioni del nuovo anno scolastico 2019/2020.

La preclusione è, infatti, contestabile in base alla portata abilitante dei titoli di accesso di tali categorie, nonché alle recenti evoluzioni normative che hanno ammesso alle prove del Tfa sostegno 2019 i docenti ITP e i Laureati con 24 cfu o 3 anni di servizio, e che prevedono che tali categorie possano partecipare direttamente al prossimo concorso a cui è riconosciuta efficacia abilitante all’insegnamento (v. Legge n. 145 – 30.12.2018 – G.U. 31.12.2018 - art. 1, commi 792/795).

Va aggiunto, in merito, che di recente la Corte di Giustizia Europea si è espressa sul tema dei precari in ordine alle misure per prevenire il fenomeno, nella nota Sentenza sul caso “Rossato” dell’8 Maggio 2019.

Nello specifico, la Corte ha, incidentalmente, previsto che gli Stati Membri debbano stabilizzare i lavoratori attraverso l’utilizzo delle graduatorie e degli elenchi dai quali l’amministrazione attinge per l’assunzione di docenti a tempo determinato.

Tale principio, calato nella situazione attuale, vuol dire che l’Amministrazione scolastica, per prevenire il fenomeno, deve consentire l’inserimento dei docenti in graduatorie che possano garantire incarichi stabili e duraturi.

E’ evidente che se, però, il nostro ordinamento non consente ai docenti precari di iscriversi in tali graduatorie, diviene impossibile osservare il suddetto vincolo comunitario, restando fuori dal meccanismo di assorbimento del precariato un vastissimo numero di docenti.

Si deve, quindi, ricorrere ed insistere per l’attuazione di un interpretazione della normativa vigente favorevole all’inserimento in II Fascia dei docenti precari esclusi.

Sarà messa gratuitamente a disposizione degli aderenti la domanda di II fascia, con relativa autocertificazione degli istituti scolastici prescelti, da inviare prima del ricorso alla Scuola Pilota/Capofila, unitamente ad apposite istruzioni per la compilazione e l’invio.

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RIEPILOGO CATEGORIE CHE POSSONO ADERIRE AL RICORSO PER INSERIMENTO IN II FASCIA:

  • Diplomati classe A066 (Informatica, trattamento testi)
  • Diplomati ITP (Insegnanti Tecnico Pratici)
  • Laureati con 24 CFU;
  • Laureati non abilitati;
  • Diplomati o laureati con 3 anni di servizio su materia comune o sostegno.

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Le adesioni ai suddetti ricorsi vanno formalizzate entro il 14 Settembre 2019.

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L'adesione in più categorie consente di ottenere condizioni economiche più vantaggiose.

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Per ottenere informazioni e aderire ai ricorsi procedi alternativamente a:

  • inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con descrizione di titolo, data conseguimento e carriera scolastica
  • compilare i campi del form presente nella sezione Ricorsi e Assistenza Legale del sito www.osservatoriodocenti.it con i dati richiesti.
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RICONOSCIMENTO ABILITAZIONI ESTERE: RICORSO AL TAR PER OTTENERE L’ANNULLAMENTO DEL DINIEGO DEL MIUR E CONFERMA DEL VALORE ABILITANTE DEI TITOLI CONSEGUITI ALL’ESTERO - ADESIONI APERTE.

E’ attuale e particolarmente delicata la questione inerente il riconoscimento dei titoli di abilitazione conseguiti all’estero ex. D. Lgs. n. 206/2007, in special modo in Romania e Bulgaria.

In tali casistiche, infatti, il MIUR, oltre ad aver tenuto una condotta particolarmente inerte e dilatoria, ha iniziato di recente a comunicare agli interessati il diniego del riconoscimento del titolo estero, così pregiudicando una legittima e consolidata aspettativa, visto che tali docenti, in virtù dell’istanza di riconoscimento già presentata, avevano potuto accedere alle prove del concorso straordinario FIT, indetto con DDG MIUR n. 85/2018, e in gran numero sono inseriti con riserva nelle graduatorie di merito già approvate.

Le motivazioni dei dinieghi che il MIUR sta notificando appaiono generiche ed infondate, visto che, come desumibile dal caso esemplificativo delle abilitazioni conseguite in Romania, su cui il MIUR ha diramato la nota informativa n. 5636 del 2.4.2019, il titolo estero non sarebbe riconoscibile in Italia per valutazioni negative meramente interne allo Stato estero (nel caso specifico, in quanto lo Stato rumeno darebbe priorità a chi ha svolto gli studi post-liceali e/o universitari in Romania), che, alla luce dei chiari principi delle Direttive 2005/36/CE e 2013/55/UE, sono del tutto irrilevanti, oltre che lesive del principio del mutuo riconoscimento.

I principi di natura comunitaria, infatti, sono sufficientemente delineati e, quindi, immediatamente attuabili negli Stati membri, e prevedono che il titolo estero idoneo ad abilitare all’insegnamento in uno Stato membro, debba produrre medesimi effetti abilitativi nello Stato di residenza del soggetto straniero che ha conseguito il titolo.

Ogni ulteriore valutazione negativa interna al singolo Stato membro non può avere alcuna rilevanza giuridica e non può limitare il riconoscimento presso lo Stato di residenza del docente che ha conseguito il titolo estero.

Pertanto, i docenti che hanno ricevuto dal MIUR il diniego del riconoscimento del titolo estero nelle casistiche sopra indicate, devono necessariamente ricorrere al TAR per farne sospendere gli effetti e, quindi, ottenere l’annullamento del diniego e la conferma del valore abilitante in Italia del titolo estero.

Il ricorso si rende necessario anche per tutelare la condizione favorevole eventualmente conseguita dal docente nel Concorso straordinario FIT – DDG 85/18, in cui il docente in attesa del riconoscimento del titolo estero ha potuto svolgere le prove ed essere inserito con riserva in graduatoria, e quindi per prevenire il possibile depennamento dalla graduatoria stessa.

Il ricorso verrà presentato al TAR Lazio in forma “individuale, al fine di evitare situazioni di incompatibilità e/o conflitto d’interesse tra i ricorrenti che potrebbero presentarsi in caso di ricorso collettivo e portare al suo rigetto per inammissibilità, per cui è preferibile promuovere il ricorso a livello individuale.

Si garantiranno, comunque, condizioni economiche particolarmente favorevoli.

Il termine di adesione dipende dalla data di ricezione del diniego o comunque dalla data di conoscenza del provvedimento di diniego: da tale data decorrono 60 gg. per presentare il ricorso al TAR.

E’ quindi, opportuno, per chi fosse interessato/a, chiedere subito informazioni, secondo le modalità indicate di seguito, appena ricevuta la notifica del provvedimento di diniego del MIUR o acquisita conoscenza dello stesso.

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Per ottenere informazioni e aderire al ricorso procedi alternativamente a:

  • inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con descrizione di titolo, data conseguimento e carriera scolastica
  • compilare i campi del form presente nella sezione Ricorsi e Assistenza Legale del sito www.osservatoriodocenti.it con i dati richiesti

                                                           

 

 

 

 

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RICORSI GAE - II FASCIA: E' POSSIBILE ADERIRE PER VARIE CATEGORIE E CON NUOVI MOTIVI SULLA BASE DELLE RECENTI EVOLUZIONI

RICORSI GAE - II FASCIA: E' POSSIBILE ADERIRE PER VARIE CATEGORIE E CON NUOVI MOTIVI SULLA BASE DELLE RECENTI EVOLUZIONI – ADESIONE ENTRO: 17 AGOSTO 2019.

1) Ricorso per inserimento in GAE 2019: il D.M. MIUR n. 374 del 24 aprile 2019, avente ad oggetto l’aggiornamento delle GAE per il triennio 2019/2022, persevera nel precludere l’inserimento nelle Graduatorie ad Esaurimento ai docenti ITP – Insegnanti tecnico pratici, ai docenti della classe A066 – Informatica/Trattamento testi, ai Laureati con 24 CFU, ai diplomati o laureati con 3 anni di servizio su materia comune o sostegno, nonché ai Diplomati Magistrale ante 2001/2002.

Tale preclusione è contestabile in base alla portata abilitante dei titoli di accesso sopra indicati, nonché alle recenti evoluzioni normative che hanno ammesso alle prove del Tfa sostegno 2019 i docenti ITP e i Laureati con 24 cfu o 3 anni di servizio, e che prevedono che tali categorie possano partecipare direttamente al prossimo concorso a cui è riconosciuta efficacia abilitante all’insegnamento (v. Legge n. 145 – 30.12.2018 – G.U. 31.12.2018 - art. 1, commi 792/795).

Possono trarsi principi favorevoli anche dal positivo orientamento affermatosi in relazione alla similare categoria dei depennati GAE (v. Tar Lazio Roma Sentenze nn. 10907/2018, 10909/2018, 10913/2018, etc.), da cui parrebbe rinvenibile l'esclusione di un carattere necessariamente chiuso delle GAE;

Inoltre, vi sono state per alcuni appartenenti a tali categorie pronunce passate d’inserimento in GAE del giudice amministrativo o del giudice del lavoro divenute definitive, per cui è legittimo ricorrere anche per evidenziare tale ingiusta discriminazione.

Se pur si è consapevoli dei recenti orientamenti della Plenaria sui diplomati magistrale, appare opportuno evidenziare che tali orientamenti non hanno ben valutato le sopra esposte evoluzioni normative ed hanno riguardato precedenti aggiornamenti intermedi delle GAE.

Mentre il presente ricorso viene proposto avverso il nuovo Decreto (DM 374/19) che aggiorna ex novo ed ab origine per il futuro triennio 2019/2022 le graduatorie ad esaurimento.

Per quanto appena esposto, quindi, appare tuttora legittimo agire per chiedere l’inserimento in GAE (anche) dei diplomati magistrale ante 2001/2002 e categorie affini.

Va aggiunto, in merito, che di recente la Corte di Giustizia Europea si è espressa sul tema degli abusi relativi alla reiterazione di contratti a tempo determinato e alle misure per prevenire il fenomeno, nella nota Sentenza sul caso “Rossato” dell’8 Maggio 2019.

Nello specifico, la Corte ha, incidentalmente, previsto che gli Stati Membri debbano stabilizzare i lavoratori a termine attraverso il progressivo e definitivo esaurimento delle graduatorie e degli elenchi dai quali l’amministrazione attinge per l’assunzione di docenti a tempo determinato.

Tale principio, calato nella situazione attuale, vuol dire che l’Amministrazione scolastica, per prevenire il fenomeno, deve osservare lo scorrimento delle graduatorie per titoli e servizio utilizzabili per le assunzioni a tempo indeterminato, tra cui, appunto, le GAE, a cui sono riservati nella misura del 50% i posti annualmente previsti per le nuove immissioni in ruolo.

E’ evidente che se, però, il nostro ordinamento non consente ai docenti precari di iscriversi in tali graduatorie, diviene impossibile osservare il suddetto vincolo comunitario, restando fuori dal meccanismo di assorbimento del precariato un vastissimo numero di docenti.

In altri termini, se non si consente ai docenti precari a ciò titolati di entrare nelle GAE, anche per la prima volta e quindi non solo nel limitato caso dei depennati, è impossibile attuare in modo pieno il meccanismo di assorbimento del precariato e di prevenzione degli abusi di reiterazione di contratti transitori nel delicato settore del pubblico impiego scolastico.

Si deve, quindi, ricorrere ed insistere per l’attuazione di un interpretazione della normativa vigente favorevole all’inserimento in GAE dei docenti precari esclusi.

Sarà messa gratuitamente a disposizione degli aderenti la diffida da notificare all’Ufficio scolastico provinciale d’interesse, unitamente ad apposite istruzioni per la compilazione e l’invio.

Il Ricorso GAE sara’ promosso con Ricorso Straordinario al Capo dello Stato e, quindi, trasposto innanzi al TAR Lazio.

RIEPILOGO CATEGORIE CHE POSSONO ADERIRE AL RICORSO GAE:

(Scuola Secondaria)

  • Diplomati classe A066 (Informatica, trattamento testi)
  • Diplomati ITP (Insegnanti Tecnico Pratici)
  • Laureati con 24 CFU;
  • Laureati non abilitati;
  • Diplomati o laureati con 3 anni di servizio su materia comune o sostegno;

(Scuola Infanzia/Primaria)

  • Titolari di Diploma Magistrale conseguito entro il 2001/2002;
  • Titolari di Diploma Sperimentale ad indirizzo linguistico presso Istituti Magistrali conseguito entro il 2001/2002;
  • Titolari di Laurea in Scienze della Formazione Primaria;

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2) Ricorso per inserimento in II fascia di Graduatorie d’Istituto: in occasione dell’imminente aggiornamento semestrale delle Graduatorie d’Istituto, si riattiva il ricorso per entrare in II fascia; si ricorda la rilevante vittoria da noi conseguita al Consiglio di Stato avente ad oggetto l'ammissione in II fascia di Graduatorie d'Istituto dei Laureati non abilitati con Ordinanza n. 1702 dell’ 1 Aprile 2019 (CLICCA QUI).

Inoltre, nell'ambito dei positivi risultati da noi ottenuti in II fascia, si rammenta la vittoria al Consiglio di Stato con l'Ordinanza n. 4798 del 28.09.2018, che ha ammesso in II fascia numerosi docenti della classe A066 (e classi affini B016/A041), ancora oggi pienamente efficace.

L’Ordinanza n. 1217 dell’8.3.2019 con cui il Consiglio di Stato ha rigettato la domanda di sospensiva del MIUR ed ha confermato la permanenza in II fascia di vari docenti ITP.

Le Ordinanze del Consiglio di Stato nn. 6404 e 6405 del 27.12.2018 e nn. 891, 892 e 893 del 22.2.2019, con cui il Consiglio di Stato, in parziale riforma del precedente orientamento, ha accolto la domanda cautelare ai fini della sollecita fissazione dell'udienza di merito, ritenendo necessari ulteriori approfondimenti ai fini dell'inserimento in II fascia di docenti ITP e della classe A066.

Se pur l’orientamento in materia è attualmente incerto, è possibile per quanto sopra tutelare ancora le posizioni dei Laureati non abilitati, ITP, diplomati A066 e docenti diplomati o laureati con 3 anni di servizio ai fini dell'inserimento in II fascia, in tempo possibilmente utile per le convocazioni dell’imminente nuovo anno scolastico 2019/2020.

Sarà messa gratuitamente a disposizione la domanda/diffida da notificare prima del ricorso alla Scuola Capofila/Pilota d’interesse, unitamente ad apposite istruzioni per la compilazione e l’invio.

Il Ricorso II Fascia sara’ promosso innanzi al TAR Lazio.

RIEPILOGO CATEGORIE CHE POSSONO ADERIRE AL RICORSO PER INSERIMENTO IN II FASCIA:

  • Diplomati classe A066 (Informatica, trattamento testi)
  • Diplomati ITP (Insegnanti Tecnico Pratici)
  • Laureati con 24 CFU;
  • Laureati non abilitati;
  • Diplomati o laureati con 3 anni di servizio su materia comune o sostegno.

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Le adesioni ai suddetti ricorsi vanno formalizzate entro il 17 Agosto 2019.

N.B. SI PRECISA CHE PER IL RICORSO GAE IL TERMINE DI ADESIONE DEL 17 AGOSTO 2019 E' IMPROROGABILE, TRATTANDOSI DI TERMINE LEGATO A IMMINENTE SCADENZA PROCESSUALE, PER CUI GLI INTERESSATI AL RICORSO GAE SONO INVITATI A FORMALIZZARE L'ADESIONE ENTRO E NON OLTRE IL 17 AGOSTO 2019, POICHE' NON VI SARANNO ULTERIORI PROROGHE. 

***

L'adesione ad ambo i ricorsi (GAE + II Fascia) ed in più categorie (per le categorie per cui è possibile) consente di ottenere condizioni economiche più vantaggiose.

E’ possibile comunque aderire anche ad un solo ricorso in unica categoria.

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Per ottenere informazioni e aderire ai ricorsi procedi alternativamente a:

  • inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con descrizione di titolo, data conseguimento e carriera scolastica
  • compilare i campi del form presente nella sezione Ricorsi e Assistenza Legale del sito www.osservatoriodocenti.it con i dati richiesti
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