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REINSERIMENTO GAE: IL DOCENTE DEPENNATO DEVE ESSERE REINSERITO SE IL MIUR NON RENDE POSSIBILE LA DOMANDA PER UNA PROPRIA DISFUNZIONE TECNICA. VITTORIA AL TAR LAZIO ROMA DELL'AVV. GIUSEPPE BUONANNO E DELL'AVV. PROF. PAOLO CLARIZIA

Si segnala la vittoria conseguita al TAR Lazio Roma dall’Avv. Giuseppe Buonanno e dall'Avv. Prof. Paolo Clarizia, entrambi del Foro di Roma, con il reinserimento in GAE di una docente abilitata, già precedentemente inserita e poi depennata, che non aveva avuto la possibilità di presentare domanda di reinserimento in occasione dell'ultimo aggiornamento a causa di un anomalia del sistema informatico del MIUR.

La docente, abilitata in scuola Infanzia, era stata inserita in precedenza in GAE e poi depennata per mancato aggiornamento della posizione. Tuttavia, ai sensi della recente normativa (DM 374/2019), la stessa avrebbe potuto chiedere il reinserimento ma è stata impossibilitata a presentare la domanda a causa di problematiche di ordine informatico del sistema gestito dal MIUR.

Difatti, come riconosciuto dal Ministero in una nota del 2.5.2019, si è configurata una disfunzione tecnica del sistema informatico per cui sono state smarrite le informazioni relative a numerosi (incolpevoli) docenti interessati al reinserimento, che non hanno avuto la materiale possibilità di presentare la domanda online .

Il TAR Lazio - Roma, con la Sentenza n. 1762 del 10 febbraio 2020, ha ritenuto non corretto tale operato del MIUR e sanzionabile il suo contegno processuale, non avendo il Ministero fatto pervenire alcun chiarimento istruttorio, nonostante le varie richieste formulate dal TAR e i ripetuti rinvii d'udienza disposti per poterli acquisire. CLICCA QUI PER VISIONARE LA SENTENZA.

Il TAR ha, pertanto, ritenuta illegittima la preclusione alla formulazione della domanda di reinserimento causata dalla disfunzione informatica ministeriale e, per l'effetto, ha disposto il reinserimento nelle GAE di competenza della docente.

La pronuncia è di particolare interesse in quanto di recente il TAR ha rigettato ricorsi di tipo similare, dichiarando addirittura, in un caso, il difetto di giurisdizione del Giudice Amministrativo in favore del Giudice Ordinario, ipotizzando che la fattispecie vertesse sull'accertamento di un presunto diritto soggettivo al reinserimento in GAE.

Con la presente Sentenza n. 1762/2020, invece, il TAR ha ristabilito il proprio comune orientamento, affermando la propria giurisdizione e confermando l'esito positivo del contenzioso in favore del personale docente secondo il consolidato orientamento del Consiglio di Stato in materia, debitamente citato nella medesima Sentenza.

La docente, quindi, potrà essere inserita nuovamente in GAE a pieno titolo per l'intero triennio 2019/2022 e così concorrere all'immissione in ruolo.

Si informano gli interessati che è ancora possibile aderire al ricorso per il reinserimento in GAE. PER INFORMAZIONI CLICCA QUI

 

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CONCORSO RISERVATO DDG 85/2018: AMMISSIONE PER MANCATA CONVOCAZIONE INDIVIDUALE E CONDANNA ALLE SPESE A CARICO DEL MIUR. NUOVA VITTORIA DELL'AVV. BUONANNO

TAR LAZIO ROMA – Ordinanza n. 7956-2019 del 6 dicembre 2019

Concorso riservato DDG 85/2018: ammissione per mancata convocazione individuale e condanna alle spese a carico del MIUR.

Si segnala l’ammissione al concorso riservato indetto con DDG MIUR 85/2018 di un docente, assistito dall’Avv. Giuseppe Buonanno del Foro di Roma, nelle classi Ab24 e Ab25 che ha contestato al MIUR la mancata convocazione individuale tramite comunicazione all’indirizzo email indicato nella domanda di partecipazione validata dall’amministrazione scolastica, per cui non aveva potuto prendere parte alla prova fissata.

Il MIUR, in violazione della previsione del Bando che obbligava a comunicare al singolo candidato la data e il luogo di svolgimento della prova con preavviso di almeno 20 gg., aveva unilateralmente, senza alcuna informativa, pubblicato l’elenco della data della prova sul sito istituzionale dell’Ufficio regionale competente, senza procedere all’invio della comunicazione email individuale 20 gg. prima della data fissata.

Con Ordinanza n. 7956 del 6 dicembre 2019, il Tar Lazio Roma ha ritenuto non corretto l’operato del MIUR “ .. nella parte in cui la pubblicazione sul sito web dell’Amministrazione è stata sostituita alla notifica individuale della convocazione mediante invio all’indirizzo di posta elettronica indicato nella domanda di partecipazione, come prescritto dalla lex specialis della procedura ..” ed ha ritenuto “ .. che siffatta sostituzione della modalità di comunicazione della convocazione per lo svolgimento della prova di concorso integra una non consentita modifica delle regole fissate dall’Amministrazione in sede di predisposizione degli atti generali regolatori del concorso pubblico in questione, in violazione dei principi sul contrarius actus e sul correlativo regime formale di pubblicazione nonché del fondamentale principio di vincolatività e imperatività delle disposizioni dei bandi o degli avvisi di gara e di concorso; [e] reputato pertanto il gravame assistito da idoneo fumus di fondatezza che consente di accogliere la domanda cautelare disponendosi la sospensione dell’efficacia dei provvedimenti impugnati e l’ammissione con riserva del ricorrente a tutte le prove concorsuali ..” (CLICCA QUI PER VISIONARE L'ORDINANZA) .

Il TAR ha ritenuto la violazione tale da disporre anche la condanna alle spese della fase cautelare a carico del MIUR, statuendo che “ .. valutato che le spese della presente fase cautelare debbano porsi a carico della resistente Amministrazione. .. Condanna l’amministrazione al pagamento in favore del ricorrente delle spese della presente fase cautelare, che liquida in € 700,00 (settecento) oltre IVA e CAP di legge. ..”.

Il docente potrà quindi svolgere la prova al fine dell’utile collocazione in graduatoria da cui era stato illegittimamente escluso.

Avv. Giuseppe Buonanno

 

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Prospettive di riforma della giustizia amministrativa: l’intervento del prof. Giuseppe Conte al convegno istituzionale organizzato dalla Camera dei Deputati

Al convegno tenutosi il 31 maggio 2017 presso la sala dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, dal titolo “Questioni e visioni di giustizia – Prospettive di riforma”, è intervenuto il Prof. Giuseppe Conte, autorevole componente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa.

Prof. Conte

Nella sua Relazione il Prof. Conte ha evidenziato, preliminarmente, le ragioni che tutt’oggi militano per il rafforzamento della magistratura amministrativa, in luogo del suo indebolimento, considerato che appare necessario assicurare un qualificato controllo giurisdizionale che assicuri la piena conformità alla legge degli atti della Pubblica Amministrazione, a garanzia dei diritti e degli interessi legittimi dei cittadini.

Il Prof. Conte ha rimarcato il problema di organico che grava sugli uffici della giustizia amministrativa, con scoperture indicate fino al 32% per i Tribunali Regionali Amministrativi ed al 27% per il Consiglio di Stato, che certo non pongono il servizio della giustizia amministrativa nella condizione di esprimersi nella sua massima efficienza e funzionalità.

In merito all’ipotesi di accorpamento della giurisdizione amministrativa in quella ordinaria, il Prof. Conte ha sollevato dubbi sui risultati in termini di efficienza di una tale soluzione, sottolineando l’eccessiva durata dei processi civili e ponendo la questione della difficile praticabilità di un terzo grado di giudizio sulle controversie amministrative.

Del resto, come rilevato dal Prof. Conte, l’attuazione del processo amministrativo telematico, operativo dall’1 gennaio 2017 con riferimento sia ai Tribunale Regionali Amministrativi che al Consiglio di Stato, ha rappresentato un risultato di eccellenza anche in termini di economicità, essendo stato realizzato praticamente senza risorse finanziare aggiuntive a carico dello Stato.

Piuttosto sarebbe opportuno, secondo il Relatore, apportare modifiche strettamente processuali, come, in primo luogo, quella di sperimentare alcune misure di stabilizzazione, a determinate condizioni, degli effetti delle pronunce cautelari al fine di evitare che la giustizia amministrativa conosca sempre e comunque quattro gradi di valutazione (due sommari e due ordinari).

Sull’ipotesi dell’introduzione del Giudice monocratico anche nel processo amministrativo, il Prof. Conte ritiene che tale opzione possa funzionare solo in limitate materie, mentre condivide la riduzione a 3 del numero dei componenti del collegio giudicante del Consiglio di Stato.

Quanto all’accesso alla magistratura, tra le altre indicazioni, il Prof. Conte ha invitato a eliminare la nomina, da parte dell’Autorità governativa, dei consiglieri di Stato, che costituisce il retaggio di un antico privilegio del potere esecutivo, che poco appare in linea con l’immagine di una magistratura moderna.

Assolutamente da riformare è secondo il Prof. Conte il meccanismo che determina la perdita dell’anzianità professionale per il magistrato che dal TAR accede al Consiglio di Stato, condividendo altresì la necessità che gli incarichi extragiudiziari siano ridotti e circoscritti a quelli di alto rilievo istituzionale.

Infine, nell’ottica di rendere la magistratura più moderna ma anche più responsabile, il Prof. Conte ritiene necessario un adeguamento delle regole sul procedimento disciplinare, che addirittura risalgono al 1946, e giudica necessaria la distinzione tra funzione inquirente e requirente, l’attribuzione della titolarità del potere di impulso dell’iniziativa disciplinare in capo a un soggetto distinto da quello che poi sarà chiamato a giudicare, il superamento della pregiudizialità penale.

Dalla Relazione del Prof. Conte è, quindi, emersa una visione volta più alla modernizzazione ed all’affinamento delle misure strumentali ad una maggiore efficacia degli attuali meccanismi di giustizia, senza ipotizzarne anche lo stravolgimento delle caratteristiche fondamentali.

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Inserimento in GAE incompleto: il TAR Lazio si dichiara privo di giurisdizione. Il rischio di un vuoto di tutela.

 

Ad esito dell’udienza del 16 Maggio 2017, il Tar Lazio Roma, Sezione III-bis, si è dichiarato privo di giurisdizione rispetto all’istanza di un docente che, se pur inserito in GAE dal competente Ufficio scolastico provinciale a seguito dell’Ordinanza cautelare del TAR, non veniva convocato per l’assunzione a tempo indeterminato nonostante avesse dimostrato i presupposti relativi alla posizione in graduatoria, al punteggio ed alla disponibilità di cattedra.

Nel caso di specie, il docente aveva promosso istanza ex. art. 59 del Codice del Processo Amministrativo sostenendo che l’inserimento con riserva in GAE da parte del MIUR in esecuzione di un Ordinanza cautelare del Giudice Amministrativo debba espressamente prevedere l’idoneità alla stipula di contratti (anche) a tempo indeterminato e, quindi, il competente Ufficio sarebbe tenuto a convocare il docente per l’assunzione a tale titolo in presenza dei requisiti di posizione, punteggio e disponibilità di cattedra.

L’Ufficio provinciale del MIUR aveva inserito il docente in GAE in forma “incompleta”, non avendo né decretato espressamente la possibile stipula di un contratto a tempo indeterminato, né convocato il docente per la relativa assunzione nonostante la dimostrazione dei suddetti requisiti.

I Magistrati della Sez. III-bis hanno sostenuto che una volta disposto dal MIUR l’inserimento in GAE del docente, il TAR non sarebbe più competente sulle modalità esecutive che riguardano la fase immediatamente successiva, radicandosi in tal caso la competenza del Giudice Ordinario (Sez. Lavoro).

Il rischio è, però, quello di un “vuoto di tutela”, dato che a seguito dell’inserimento in GAE non si determina già la costituzione di un rapporto di lavoro tra docente e MIUR e, pertanto, anche il Giudice Ordinario potrebbe ritenersi privo di giurisdizione in assenza di contestazioni riguardanti la fase di stretta gestione del rapporto lavorativo, su cui si radica la Giurisdizione Ordinaria.

Il Consiglio di Stato aveva, invece, espresso un orientamento tendenzialmente favorevole alla competenza del Giudice Amministrativo, riconoscendo, in alcune precedenti pronunce, che all’Ordinanza d’inserimento con riserva in GAE si collega la diretta “utilità sostanziale” della stipula di un contratto a tempo indeterminato se il docente dimostra la disponibilità di cattedra e la sua primazia a livello di posizione in graduatoria e punteggio.

Il MIUR sarebbe così tenuto a convocare il docente per l’assunzione di ruolo già in diretta esecuzione dell’Ordinanza del Giudice Amministrativo, senza obbligarlo ad attivare un nuovo giudizio presso il Giudice Civile del Lavoro.

Ma il TAR Lazio allo stato non appare condividere tale tesi.

E’ auspicabile, quindi, che su tale delicato profilo la giustizia amministrativa trovi un orientamento comune, poiché sarebbe prezioso per i docenti riuscire ad ottenere l’esecuzione dell’inserimento in GAE, anche sotto il profilo della convocazione ai fini dell’assunzione a tempo indeterminato, presso un unico Giudice.    

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